Sia
uno spazio vettoriale di dimensione
sul campo
e
un'applicazione lineare di
in sè.
è sottospazio vettoriale di
e la sua dimensione, indicata con
viene detta molteplicità geometrica dell'autovalore
di
. Allora, se
e
si ha
con
e
la matrice di ordine
rappresentativa di
rispetto a
. Un autovettore di
è un vettore non nullo
tale che
e quest'ultima relazione è vera se e solo se le coordinate di
soddisfano la relazione
Si ha quindi che un elemento
è autovalore di
se e solo se il sistema lineare omogeneo
ammette soluzioni non banali, se e solo se
Allora risulta evidente la seguente:





Definizione 7.9.1
Un vettore non nullo
di
è detto autovettore di
se esiste un elemento di
:
Lo scalare
è detto autovalore di
relativo ad








Definizione 7.9.2
Un elemento
è detto autovalore di
se
tale che
cioè se esiste un autovettore
di
tale che
sia l'autovalore associato a
. Il vettore
è detto un autovettore di
relativo all'autovalore












Esempio 7.9.3
Sia
e
Osserviamo che
per cui ogni vettore di
è autovettore relativo a
e
è l'unico autovalore di








Definizione 7.9.4
Se
è un autovalore di
, denotiamo con
l' autospazio relativo all'autovalore








Proposizione 7.9.5
autovalore di
risulta
e se
.
Fissiamo una base 





















Si ha quindi che un elemento




Proposizione 7.9.6
Sia
uno spazio vettoriale di dimensione
e
un endomorfismo.
Sia
matrice associata a
rispetto a una base
Valgono le seguenti proprietà:



Sia



- gli autovalori di
sono gli autovalori di
- il vettore
è un autovettore di
corrispondente all'autovalore
se e solo se
è un autovettore di
associato a
Proposizione 7.9.7
Osservazione 7.9.8
Osservazione 7.9.9
Osserviamo che le matrici di cui alla proposizione precedente sono intese come matrici rappresentative di
rispetto a una stessa base presa nel dominio e nel codominio, altrimenti la proposizione è falsa. Infatti sia
La matrice rappresentativa di
rispetto alla base canonica è
Si ha che
La matrice di
rispetto alla base
e alla base canonica è
Osserviamo che
mentre la matrice rispetto a
presa nel dominio e nel codominio è
e












Definizione 7.9.10
Se
è uno spazio vettoriale di dimensione
ed
è un endomorfismo di
allora
si dice diagonalizzabile se esiste una base
di
tale che la matrice rappresentativa di
rispetto a
è una matrice diagonale.









Osservazione 7.9.11
Un endomorfismo è diagonaliz- zabile se tale è la matrice che lo rappresenta rispetto ad una fissata base.
Proposizione 7.9.12
Sia
e sia
è diagonalizzabile se e solo se
possiede una base di autovettori.




Dim.
Se
è diagonalizzabile, allora esiste una base
di
tale che rispetto a
è rappresentata da una matrice diagonale:





Per definizione di matrice rappresentatrice di
in
, la colonna j-esima
di
è il vettore delle componenti di
(
) in
cioè
(
(
))=(
,
,...,
,...,
)
Per definizione di componenti,
da cui
è autovettore.

















Quindi
è costituita da autovettori.

Definizione 7.9.13
Possiamo ora dimostrare il seguente: Sia
uno spazio euclideo reale di dimensione finita
Un endomorfismo
si dice ortogonalmente diagonalizzabile se esiste una base ortonormale
di
tale che la matrice di
in
sia diagonale.







Osservazione 7.9.14
Osserviamo che, poichè la matrice di
in
è diagonale se e solo se
è fatta di autovettori, allora possiamo dire che
è ortogonalmente diagonalizzabile se e solo se esiste una base ortonormale
costituita da autovettori.





Definizione 7.9.15
Un endomorfismo
si dice simmetrico se e solo se gode della seguente proprietà (rispetto al prodotto scalare):


Esempio 7.9.16
.
Consideriamo in
il prodotto scalare canonico e sia
l'endomorfismo definito da



Siano
e
allora






da cui
per generici
simmetrico.


Osservazione 7.9.17
Si prova che un endomorfismo è simmetrico se e solo se la matrice che lo rappresenta rispetto ad una base ortogonale è simmetrica. La matrice dell'endomorfismo di
dell'esempio precedente rispetto alla base canonica è data da


Essendo quest'ultima simmetrica si ha che
è simmetrico.

Teorema 7.9.18
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